Aerii mellis caelestia dona exsequamur…

Clara Southern - An old bee farm -  1900 ca.Spesso ho notato che i grandi apicoltori del XIX e della prima metà del XX secolo furono tutti religiosi o sacerdoti (cattolici e non). Alcuni amici apicoltori mi hanno ribattuto – non senza una certa dose di cinismo – che si trattava di uomini “stipendiati” che potevano permettersi questo “passatempo”. In verità la storia è differente. Erano uomini solitari. Avevano una visione contemplativa del creato, della campagna, della meravigliosa disciplina sociale delle api. L’apicoltore è un uomo che ama la solitudine, ma una solitudine frequentata da un’enorme quantità di esseri animati, da numerose creature, da colori, profumi, luce, suoni… Dismette per le sue ore con le api il linguaggio umano, ritorna ad essere parte di un altro ordine, e questo lo rende più forte, più vivo, lo carica di energie uniche. E la natura, il dialogo silenzioso con le api, diventa la sua preghiera. Anche per questo ho deciso di dedicarmi all’apicoltura, attraverso la mia azienda apistica La Pecheronza. 

Racconta l’abbé Emile Warré nel suo famoso volume “L’apiculture pour tous” (1922):

“Quando sento le api ronzare fra le foglie, sogno, con una dolce emozione, che cantino allo stesso modo di quelle che ascoltavo nella mia infanzia, nel giardino di mio padre. Le api hanno questo di buono: sembrano sempre essere le stesse. Gli anni passano, si diventa vecchi, si vedono gli amici scomparire, le rivoluzioni cambiare il volto delle cose, le illusioni crollare l’una dopo l’altra, e, nonostante tutto, fra i fiori, le api che abbiamo conosciuto nell’infanzia modulano le stesse frasi musicali con la stessa voce fresca. Il tempo non sembra far presa su di loro, e visto che si nascondono per morire, che non assistiamo mai alla loro agonia, possiamo immaginare quasi che abbiamo sempre dinanzi agli occhi le stesse che hanno incantato la nostra prima giovinezza, e anche quelle che durante la nostra lunga esistenza, ci hanno procurato le ore più piacevoli e le amicizie più rare. Come ha detto un amante della natura: beato colui che a sera, disteso nell’erba presso l’apiario, in compagnia del suo cane, ha udito il canto delle api mescolarsi al cri-cri dei grilli, al sussurro del vento fra gli alberi, allo scintillio delle stelle, al cammino lento delle nuvole!”